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Camorra a Ponticelli in arrivo l’ergastolo bis per i boss Vincenzo Mazzarella e Antonio De Luca Bossa

In arrivo due nuove richieste di ergastolo per i boss Vincenzo Mazzarella e Antonio De Luca Bossa accusati di essere i mandanti dell’omicidio del 16enne Raffaele Riera, ammazzato nel lontano 1996 per il solo fatto di essersi invaghito della donna “sbagliata”: Anna De Luca Bossa, la sorella del capoclan scissionista di Ponticelli e moglie del boss Ciro Minichini.
La Procura antimafia ha rinunciato alla rinnovazione del dibattimento in appello e si prepara a invocare l’ergastolo-bis per i boss. Nel processo di primo grado lo scorso anno era arrivata la condanna a 20 anni di carcere per il boss Ciro Minichini e la clamorosa assoluzione per il ras Egidio Annunziata Fabio Caruana, uno dei killer e la condanna a 14 anni di carcere per l’altro killer, il pentito Fabio Caruana.
L’omicidio di Raffaele Riera, secondo la DDa, “fu eseguito da Ciro Minichini, Ciro Spirito e Fabio Caruana, mentre Vincenzo Mazzarella e Antonio De Luca Bossa furono i mandanti di quella feroce esecuzione”.L’agguato ai danni di Raffaele Riera maturò all’apice di una tremenda escalation di violenza. L’esecuzione arrivò cinque mesi dopo il triplice omicidio di Salvatore Riera, del figlio Rolando e della moglie Maria Botta, avvenuto a Casoria.
La strage sarebbe stata decisa e materialmente eseguita da alcuni appartenenti al clan Contini, che vollero così vendicare su Rolando Riera, reo di avere a sua volta ucciso i fratelli Andrea e Michele Equatore per vicende legate al controllo criminale del cosiddetto Connolo, al rione Sant’Alfonso. A luglio fu poi il turno del giovanissimo Raffaele, che nel frattempo aveva trovato ospitalità e protezione sotto l’ala del boss Antonio De Luca Bossa.
Ma quando per il 17enne il peggio sembrava ormai alle spalle, ecco accadere l’irreparabile. Un amore sbagliato per la donna sbagliata. E arrivò anche per lui la sentenza di morte.