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Bombe a Sant’Antimo: botta e risposta tra i clan Puca e Ranucci

Sarebbe stato un botta e risposta a colpo di bombe tra il clan Puca di Sant’Antimo, capeggiato da Pasquale Puca detto ‘o minorenne, attualmente al carcere duro, e la costola armata del clan Ranucci, capeggiata da Filippo Ronga, boss in ascesa, latitante da ben cinque anni.
E’ su questa pista che stanno lavorando gli investigatorti per spiegare le due bombe che la notte scorsa ha rotto la tranquillità degli abitanti di Sant’Antimo.
E la “solidarietà” e la preoccupazione per l’episodio espressa dal sindaco Aurelio Russo ha destato un vespaio di polemiche sui social visto che il primo cittadino in un primo momento aveva addirittura decretato anche “due ore di lutto cittadino”, come valore simbolico di protesta dall’intera città per quanto appena accaduto. Poi, in corso d’opera, e sicuramente a mente fredda, dopo aver messo bene a fuoco i personaggi coinvolti, il sindaco si è affrettato a cancellare il lutto cittadino.
La pista della “bombe” a Sant’Antimo parte da lontano. Il 17 aprile scorso, il negozio della moglie di Filippo Ronga fu fatto saltare in aria da una potente bomba piazzata ai piedi della serranda. Quattro giorni dopo la stessa donna fu ferita alla testa con il calcio di una pistola, nel corso di un tentativo di rapina, nel corso del quale furono esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco. Il negozio della moglie del latitante si chiama “L’angolo di Luisa”.
Quella della cugina di ‘o minorenne, fatto saltare in aria la notte scorsa, si chiama “L’angolo di Angy”. Una guerra colpo su colpo non solo sulle parentele ma anche sui nomi. Per gli inquirenti non ci sono dubbi: gli attentati dinamitardi a Sant’Antimo sono sono la fase iniziale di una guerra di camorra che parte da lontana e che si preannuncia, purtroppo, violenta. Gli inquirenti hanno alzato il livello di attenzione. Si stanno controllando immagini delle telecamere pubbliche e private poste nella zona degli attentati, sono stati interrogati titolari dei negozi e parenti. decine di perquisizioni e soprattutto sono state avviate tutte quelle attività investigative per scongiurare una nuova e cruenta faida di camorra.