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Sgominato il clan Marotta, gli ”zingari”, rubavano nelle gioiellerie di tutta Italia: 18 arresti. IL VIDEO

Un duro colpo è stato inferto dalla guardia di Finanza al clan Marotta, i cosiddetti “zingari” della Piana del Sele. Dodici persone sono state arrestate mentre per altre cinque il gip Sergio Marotta del tribunale di Vallo della Lucania ha disposto l’obbligo di dimora.
Dei diciassette arrestati, otto sono donne e quasi tutte avrebbero avuto un ruolo determinante nella commissione dei reati. Gravi le accuse: associazione a delinquere finalizzata all’usura, alla ricettazione e al furto con destrezza su tutto il territorio nazionale. Tassi usurai alti, ma anche ricettazione di oro e preziosi.
L’indagine e’ una costola dell’operazione della ‘Golden hand’ del novembre di cinque anni fa. Componenti della famiglia Marotta, secondo gli inquirenti, hanno continuato a delinquere, prestando anche denaro a tassi con interessi anche superiori al 100% annuo, rubando e ricettando monili trafugati nelle gioiellerie di tutto il territorio nazionale.
Durante le indagini, arrestate per un furto commesso a Grosseto a maggio 2014 due donne ora destinatarie di misure cautelari, che avevano tra l’altro violato la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale; le due furono sorprese a Battipaglia mentre si dirigevano dal ricettatore e nella borsa di una delle due, nascosta in un calzino colorato, fu trovata la refurtiva, 150 grammi di oro.
Il gip ha anche disposto il sequestro di tutti i beni di una gioielleria di Battipaglia perche’ il titolare avrebbe -ricettato in piu’ occasioni oro e argento rubati in altre gioiellerie. In carcere sono finiti Anna Cerasulo, Bruno Marotta, Romeo Santomauro, Fiore Marotta, Antonio Del Giudice, Angelica e Filomena Marotta, Isabella Petrillo, Inna Akimova, Isabella e Silvana Marotta, Najat Riadi. Obbligo di dimora, invece per Francesco Casertano, Roberta Gasparro, Antonio ed Alberico Dolce, Enzo Cerasulo. Venti complessivamente gli indagati.
Secondo quanto accertato nel corso delle indagini erano le donne, in particolare, ad agire all’interno delle gioiellerie. Fiore Marotta, organizzatore e promotore dei colpi, a volte accompagnava personalmente le donne in auto in giro per l’Italia per rubare oggetti di valore in negozi di una certa importanza. Quando non riusciva lui personalmente ad accompagnarle, si serviva di altri affiliati al clan.
Isabella e e Silvana Marotta, insieme ad Inna Akimova e Najat Riadi erano molto abili ad entrare nelle gioiellerie, farsi mostrare alcuni oggetti di valore e poi, con destrezza, farli sparire dal negozio. Una volta rubati i monili, questi venivano consegnati a Francesco Catalano per la successiva reimmissione nel circuito legale consegnando tutto, dietro compenso, a Fiore Marotta e Francesco Casertano, quest’ultimo titolare della Oromare srl.
Talvolta la merce veniva anche venduta a Roberta Gasparro della 24 K snc di Salerno.Antonio e Alberico Dolce, assieme ad Antonio ed Antonietta Marotta ed Enzo Cerasulo si erano invece specializzati nell’usura. A fronte di un prestito di 40mila euro, soltanto per fare un esempio, si facevano restituire in cinque anni 218mila euro con l’applicazione di interessi del 108,5%.
Nel caso di somme minori, gli interessi erano comunque alti e la restituzione immediata. Così è capitato che a fronte di un prestito di 1.200 euro ad inizio estate si siano fatti restituire poche settimane dopo 2.800 euro.