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Immortalato dalle telecamere l’ agguato al figlio del defunto boss Cennamo

Sono fuori pericolo, Gioacchino Cennamo, figlia del defunto boss Antonio ‘o malommo, e la sua compagna Angela Capasso, rimasti feriti nella serata di venerdì da colpi di pistola esplosi da un commando che voleva uccidere il giovane.
I carabinieri, che stanno conducendo le indagini, hanno sequestrato le immagini della telecamera di video sorveglianza del negozio di abbigliamento della donna ma anche di altre in zona. Vi sono impresse le scene dell’agguato. Poco dopo le 20,30 di venerdì Gioacchino Cennamo si trovava all’esterno del negozio della campagna mentre Anita Capasso era uscita per abbassare le saracinesche si accorge dell’arrivo di un’auto con una persona lato passeggero che impugna una pistola. Istintivamente si para davanti al suo compagno.
Il killer esplode quattro colpi. Due dei quali colpiscono la donna all’addome passandola da parte a parte. Una pallottola raggiunge l’uomo alle gambe, mentre alcuni frammenti di piombo colpiscono al volto Gioacchino. Le indagini dei carabinieri hanno stabilito che il killer ha usato un un revolver calibro 38, caricato con pallottole a piombo morbido, i cui frammenti hanno colpito al volto l’uomo. L’obiettivo dei sicari è stato interrogato a lungo così come conoscenti e amici.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i suoi contatti, Gioacchino Cennamo, risulta incensurato e non inserito in alcun cartello criminale, attraverso le telefonate e la chat social. Massimo riserbo sull’inchiesta ma il sospetto che il fallito agguato vada ad inserirsi nella lotta per il controllo del potere criminale nella zona di Crispano e comuni confinanti. Il figlio del defunto boss era salito agli onori della cronaca lo scorso anno quando durante la festa della ballata dei gigli di Crispano cacciò la paranza “avversaria” di Brusciano.
Infastidito dalla bravura della paranza “La Gioventù Bruscianese”, afferrò il microfono, e gridò invitò i “rivali” ad andarsene via. ” ‘O Pescatore – soprannome del capo paranza della Gioventù Bruscianese – fai sempre questo! Hai rotto le scatole. Mò è meglio che tu te ne vada”. Quelli della paranza di Brusciano si allontanarono spaventati. Ne seguirono minuti carichi di tensione con la fuga di molta gente che assisteva allo spettacolo e solo per un miracolo non ci una tragedia.
La ballata del Giglio dei “tigrotti”, proseguì il suo percorso . Giunto in piazza . Gioacchino Cennamo, nella veste di capo paranza, prese n cora una volta il microfono e saluto l’allora sindaco Antonio Barra.”Un saluto al nostro caro sindaco, che mentre lo scorso anno ci è stato molto vicino, ore invece si è fatto desiderare.
Ma non importa, perché caro sindaco sei sempre uno di noi”. Quel saluto cosi caloroso, che sembro creare un forte imbarazzo nel primo cittadino, venne salutato da una vera e propria ovazione di popolo.La storia si è conclusa con lo scioglimento dell’assise cittadina, per sospetta infiltrazione camorristica.

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