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L’autopsia sulla giovane uccisa a Lecce: ”Noemi non è morta per un colpo alla testa”

Lecce. La tac sul corpo della ragazza non lascia dubbi: Noemi Durini non è morta a causa di un colpo di pietra alla testa. E’ quanto emerge dal primo esame radiologico effettuato dal medico legale Roberto Vaglio sul corpo della sedicenne. Dalla Tac eseguita nella camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, non emergerebbero infatti segni di fratture scheletriche, tantomeno al cranio. Questo fa quindi escludere che la giovane, come invece era stato detto in un primo momento, sia deceduta per i colpi inferti con una pietra in testa.

Le prime risultanze dell’autopsia cambiano le prospettive sia dell’indagine penale che di quella medico legale. L’ex fidanzato aveva raccontato di averla uccisa con un coltello che la stessa Noemi aveva portato con sè il giorno in cui uscì di casa a notte fonda per incontrarsi con lui. Sul corpo della vittima sono presenti lesioni sul collo e segni riconducibili a dei tagli. Il piano, secondo il racconto del giovane, sarebbe stato quello quello di sterminare la famiglia di lui che ostacolava il loro rapporto.

Oggi pesanti accuse, invece, arrivano dal padre della giovane: “Il ragazzo sta nascondendo suo padre, lo protegge, ma quello non si salverà, ha fatto tutto lui”. Il padre di Noemi, la sedicenne uccisa a Specchia dal fidanzato reo confesso, accusa il genitore di quest’ultimo sostenendo che ha un ruolo fondamentale nell’omicidio della figlia. L’uomo ha fatto un lungo sfogo con i giornalisti proprio davanti all’abitazione di Alessano dove abitano i genitori del presunto omicida, sostenendo di voler perdonare il giovane per quello che ha fatto. Era andato lì per cercare di incontrare il padre del ragazzo e solo l’intervento dei carabinieri ha evitato che la situazione degenerasse. “Me l’ha uccisa, vieni fuori bastardo” ha urlato più volte l’uomo cercando di arrivare alla casa.

Intanto non è stato ancora disposto l’interrogatorio di garanzia a carico del diciassettenne reo confesso dell’omicidio. I legali difensori del giovane, Luigi Rella e Paolo Pepe stanno attendendo di essere avvisati dalla Procura per i minori di Lecce. Il termine di 48 ore entro cui deve avvenire la convalida del fermo, scade domani. Il giovane si trova in una casa protetta di un comune dell’hinterland di Lecce, tenuto sotto stretta osservazione per timore che possa compiere gesti di autolesionismo.

Il Ministro Andrea Orlando spiega perchè ha avviato un’indagine sulla condotta dei magistrati nella vicenda di Noemi. “Abbiamo ritenuto opportuno intervenire perchè a una prima valutazione sono emerse delle condotte nelle attività dei magistrati che possono far supporre delle abnormità. E quindi come facoltà del ministro abbiamo attivato le procedure per la verifica ispettiva”. “Naturalmente – ha aggiunto – questo non cancellerà il dolore dei familiari ai quali vogliamo rivolgere tutto il nostro cordoglio, esprimere la nostra vicinanza. Però credo sia nostro dovere andare a vedere se qualcosa non ha funzionato in questa vicenda e se tutto quello che si poteva fare è stato effettivamente fatto”.

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