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Camorra: ”Così decidemmo la guerra a Scampia”, le prime confessioni del boss pentito Gennaro Notturno ‘o sarracino

Fu l’omicidio di Luigi Aliberti, un affiliato ai Di Lauro avvenuto il 29 settembre del 2004, in via Ghisleri ad aprire la prima sanguinosa “Faida di Scampia”, Lo ha precisato il boss  killer neo pentito Gennaro Notturno ‘o sarracino in uno dei suoi prima verbali sottoscritto davanti ai magistrati della Dda di Napoli che lo hanno preso in carico. “Volevamo mandare un messaggio a Cosimo Di Lauro, fargli capire che eravamo pronti a tutto se non ci dava i soldi che ci spettavano, ma lui non capì o finse di non capire. E così ci fu poi il duplice omicidio a Scampia al quale ho partecipato direttamente”. (il duplice omicidio di Fulvio Montanino, braccio destro di Cosimo Di Lauro, e Claudio Salierno, avvenuto il 28 ottobre del 2004 e al quale storicamente fino ad oggi si è sempre fatto riferimento per dare una data di inizio alla spietata  guerra di camorra). Mette un punto fermo e riscrive la storia della camorra di Scampia e Secondigliano, il neo collaboratore di giustizia Gennaro Notturno che sta svelando retroscena, i nomi di  mandanti, killer, fiancheggiatori di decine di omicidi della tre faide ma anche i legami con gli altri clan, i gestori del traffico di droga, gli insospettabili colletti bianche al servizio della varie famiglie malavitose. Un vero e proprio fiume in piena ‘o sarracino che spiega che decidere a tavolino della faida furono Cesare Pagano, Raffaele Amato, Arcangelo Abete, Ciro Mauriello, oltre a lui e suo fratello Vincenzo nel corso di un summit  in un anonimo appartamento al settimo piano del Lotto T/B di via Fratelli Cervi a Secondigliano. Notturno che è in carcere dal 2005 nell’ambito dell’operazione Alba dello Stato con centinaia di arresti ha già confermato di essere l’autore dell’omicidio della vittima innocente Antonio Landieri ucciso il 6novembre del 2004 nel corso di un assalto a un circolo ricreativo ai “Sette palazzi” in cui doveva morire i fratelli Meola, legati a Di Lauro.

 

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