Boscoreale, piazza di spaccio al Piano Napoli: ecco “come lavoravano” i minorenni.GUARDA IL VIDEO

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Guardavano e avvertivano se stava arrivando qualche auto, per vedere se fossero acquirenti o ‘sbirri’ in borghese. Vedette ma anche ‘pali’, fermi davanti alla ‘piazza di spaccio’ per attirare l’attenzione del tossicodipendente. E’ il ruolo rivestito da sei minorenni che emerge in una indagine dei carabinieri sullo spaccio a Piano Napoli in via Passanti Scafati da Boscoreale, in provincia di Napoli. L’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari di Torre Annunziata, Antonello Anzalone, racconta di 96 episodi di spaccio di marijuana, cocaina e crack. I minorenni erano “perfettamente inseriti nel sistema e avevano compiti specifici decisi dai capi del gruppo di pusher”, scrive il gip. Quando un’auto arrivava al Piano Napoli, un agglomerato di case popolari ai confini tra due comuni della fascia vesuviana, Boscoreale e Torre Annunziata, partiva la procedura che era gia’ ampiamente collaudata dai gestori delle ‘piazze’. Il conducente veniva chiamato con..

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Guardavano e avvertivano se stava arrivando qualche auto, per vedere se fossero acquirenti o ‘sbirri’ in borghese. Vedette ma anche ‘pali’, fermi davanti alla ‘piazza di spaccio’ per attirare l’attenzione del tossicodipendente. E’ il ruolo rivestito da sei minorenni che emerge in una indagine dei carabinieri sullo spaccio a Piano Napoli in via Passanti Scafati da Boscoreale, in provincia di Napoli. L’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari di Torre Annunziata, Antonello Anzalone, racconta di 96 episodi di spaccio di marijuana, cocaina e crack. I minorenni erano “perfettamente inseriti nel sistema e avevano compiti specifici decisi dai capi del gruppo di pusher”, scrive il gip. Quando un’auto arrivava al Piano Napoli, un agglomerato di case popolari ai confini tra due comuni della fascia vesuviana, Boscoreale e Torre Annunziata, partiva la procedura che era gia’ ampiamente collaudata dai gestori delle ‘piazze’. Il conducente veniva chiamato con un fischio e fatto avvicinare. Il minorenne, da lontano e ben nascosto, guardava se c’erano auto o persone sospette, poi arrivava un altro componente della rete di pusher che prendeva i soldi e si allontanava, per ritornare poco dopo con la dose, la consegnava al tossicodipendente e questi saliva in auto. Poche centinaia di metri dopo pero’ in molti sono stati bloccati dai carabinieri, che mostravano le foto dei pusher. Gli acquirenti erano quasi tutti tossicodipendenti iscritti gia’ nelle liste del Sert, disposti a tutto per una dose di droga ma anche in diversi casi, a ‘mente fresca’ disposti a riconoscere chi aveva appena venduto loro la droga.

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