Categorie
Cronaca Cronaca Nera Ultime Notizie

Uccise il ladro che stava rubando nel bar frequentato dai calciatori del Napoli: arrestato

Uccise a colpi di pistola il ladro che stava rubando nel suo bar. Per questo è finito in carcere a Trentola Ducenta, nel Casertano, il 52enne Raffaele Villano, condannato con sentenza definitiva a 5 anni e tre mesi di carcere per eccesso colposo di legittima difesa. Villano è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Caserta che gli ha notificato l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale delle Corte di Appello di Napoli. La vittima, Nicola Sejdovic, fu ucciso il 21 maggio 2012 mentre con tre complici tentava di asportare videogiochi dal bar di Villano, ubicato a San Marcellino; il barista sparò con una pistola legalmente detenuta, ferendo anche uno dei complici di Sejdovic. Raffaele Villano era uno dei titolari della rinomata pasticceria “Blue Moon”, tra le più note dell’agro aversano e frequentatissima anche da vip e calciatori. Uno dei clienti abituali della caffetteria è il capitano del Napoli Marek Hamsik. Proprio la notte dell’omicidio Villano aveva inviato una torta ai calciatori del Napoli, allora allenati da Mazzari, per celebrare la vittoria nella finale di Coppa Italia contro la Juventus.
Il clima di festa durò poco. Così alla chiusura del bar, quattro persone, tutte di origine rom, fecero irruzione all’interno del bar, forzando la saracinesca (facendo così scattare l’allarme) e trafugando la macchinetta mangiasoldi. Villano si era accorto di tutto visto che abitava in un appartamento al piano superiore. Prese la pistola, legalmente detenuta, e fece fuoco a scopo intimidatorio per allontanare i quattro.
Nicola Sejdovic, 15 anni appena, che era entrato nell’auto dal portellone e stava tirando dietro la macchinetta mangiasoldi, venne centrato al petto e a una gamba. Il ragazzino venne abbandonato dai complici in fin di vita davanti all’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove morì poco dopo. Villano raccontò alla polizia di essere esasperato per i numerosi furti che aveva subito nell’ultimo periodo: soltanto dieci giorni prima dell’omicidio, un’altra banda gli aveva svaligiato il locale.

Uccise a colpi di pistola il ladro che stava rubando nel suo bar. Per questo è finito in carcere a Trentola Ducenta, nel Casertano, il 52enne Raffaele Villano, condannato con sentenza definitiva a 5 anni e tre mesi di carcere per eccesso colposo di legittima difesa. Villano è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Caserta che gli ha notificato l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale delle Corte di Appello di Napoli. La vittima, Nicola Sejdovic, fu ucciso il 21 maggio 2012 mentre con tre complici tentava di asportare videogiochi dal bar di Villano, ubicato a San Marcellino; il barista sparò con una pistola legalmente detenuta, ferendo anche uno dei complici di Sejdovic. Raffaele Villano era uno dei titolari della rinomata pasticceria “Blue Moon”, tra le più note dell’agro aversano e frequentatissima anche da vip e calciatori. Uno dei clienti abituali della caffetteria è il capitano del Napoli Marek Hamsik. Proprio la notte dell’omicidio Villano aveva inviato una torta ai calciatori del Napoli, allora allenati da Mazzari, per celebrare la vittoria nella finale di Coppa Italia contro la Juventus.
Il clima di festa durò poco. Così alla chiusura del bar, quattro persone, tutte di origine rom, fecero irruzione all’interno del bar, forzando la saracinesca (facendo così scattare l’allarme) e trafugando la macchinetta mangiasoldi. Villano si era accorto di tutto visto che abitava in un appartamento al piano superiore. Prese la pistola, legalmente detenuta, e fece fuoco a scopo intimidatorio per allontanare i quattro.
Nicola Sejdovic, 15 anni appena, che era entrato nell’auto dal portellone e stava tirando dietro la macchinetta mangiasoldi, venne centrato al petto e a una gamba. Il ragazzino venne abbandonato dai complici in fin di vita davanti all’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove morì poco dopo. Villano raccontò alla polizia di essere esasperato per i numerosi furti che aveva subito nell’ultimo periodo: soltanto dieci giorni prima dell’omicidio, un’altra banda gli aveva svaligiato il locale.