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Torre Annunziata, processo Alta Marea: chiesto lo sconto di pena per Gemma Donnarumma

Torre Annunziata. Processo Alta Marea chiesta la conferma delle condanne per i boss delle famiglie legate ai Gionta, sconti di pena per gli spacciatori. E’ questa la richiesta del procuratore generale che ieri mattina – dinanzi ai giudici della quinta sezione della Corte d’Appello di Napoli – ha chiesto le condanne per 25 esponenti dei clan confederati di Torre Annunziata. Dopo la relazione del giudice a latere il pg ha riformulato – il processo era stato in parte annullato dalla Corte di Cassazione – le richieste di pena. Conferme delle condanne inflitte in primo grado per gli esponenti dei clan De Simone ‘quaglia-quaglia’ e Chierchia ‘fransuà’, sconto di pena per Gemma Donnarumma, moglie del capostipite della cosca, che accanto al reato di associazione camorristica risponde di traffico di stupefacenti per lo smercio di hashish: il procuratore generale ha chiesto per lei 12 anni di reclusione. L’accusa ha, invece, chiesto la conferma della pena per Pasquale Gionta (20 anni e sei mesi)..

Torre Annunziata. Processo Alta Marea chiesta la conferma delle condanne per i boss delle famiglie legate ai Gionta, sconti di pena per gli spacciatori. E’ questa la richiesta del procuratore generale che ieri mattina – dinanzi ai giudici della quinta sezione della Corte d’Appello di Napoli – ha chiesto le condanne per 25 esponenti dei clan confederati di Torre Annunziata. Dopo la relazione del giudice a latere il pg ha riformulato – il processo era stato in parte annullato dalla Corte di Cassazione – le richieste di pena. Conferme delle condanne inflitte in primo grado per gli esponenti dei clan De Simone ‘quaglia-quaglia’ e Chierchia ‘fransuà’, sconto di pena per Gemma Donnarumma, moglie del capostipite della cosca, che accanto al reato di associazione camorristica risponde di traffico di stupefacenti per lo smercio di hashish: il procuratore generale ha chiesto per lei 12 anni di reclusione. L’accusa ha, invece, chiesto la conferma della pena per Pasquale Gionta (20 anni e sei mesi) e una riduzione per la sorella Teresa che in primo grado incassò 10 anni. Godrà dei benefici della legge sui pentiti, Michele Palumbo, alias munnezza, oggi collaboratore di giustizia. Nessuno sconto, invece, per Salvatore Ferraro, alias ‘o capitano, condannato in primo grado a 11 anni e 2 mesi di reclusione, e per i fratelli Francesco e Michele De Simone, i ‘quaglia-quaglia’, già condannati a 9 anni e 4 mesi. La Cassazione aveva annullato parte della sentenza di Appello per difetto di motivazione, una carenza alla quale porranno rimedio i giudici della quinta sezione della corte d’Appello di Napoli. Era passata indenne al vaglio degli ermellini la sentenza che riguardava il super boss Valentino Gionta, il figlio Aldo (14 anni la pena definitiva) e Aldo Agretti (9 anni e 4 mesi). Se la richiesta del Procuratore generale dovesse essere accolta dai giudici della Corte d’Appello lo sconto di pena potrebbero decretare la scarcerazione delle donne della cosca dei Valentini, in particolare, Gemma Donnarumma e la figlia Teresa.