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NapolI: l’agguato a Catapano e le nuove alleanze tra i Rinaldi e i Giuliano contro i Mazzarella

Alla squadra mobile di Napoli non hanno dubbi: sarebbero stati i sicari del clan Rinaldi, con il possibile appoggio degli alleati Giuliano di Forcella, a compiere l’agguato contro Gennaro Catapano l’altra mattina in vico Sopramuro nei pressi di Porta Nolana. Doveva essere un segnale forte visto che Catapano è considerato un emergente del gruppo Mazzarella del Mercato, con compiti di reggente per la zona delle Case Nuove. Le condizioni della vittima dell’agguato sono sempre critiche nonostante l’interveto chirurgico a cui è stato sottoposto. La novità investigativa è rappresentata dall’ appoggio logistico che sarebbe stato fornito dal clan Giuliano, alleatosi con i Rinaldi-Reale an- che per fronteggiare meglio i Mazzarella di Forcella. Ma c’è anche una pista che condurrebbe al gruppo di fuoco del borgo Sant’Antonio Abate del clan Giuliano-Sibillo-Amirante. Quelli che allenavano al poligono di tiro a cielo aperto scoperto dai carabinieri nel luglio scorso nel cuore del “Buvero” a luglio scorso. E che sarebbero pronti ad eseguire eventuali sentenze di morte. Uno scenario che parte da vecchi rancori e porta a queste nuove alleanze. Un segnale preoccupante di una miccia già accesa pronta ad arrivare alla bomba da far esplodere: ovvero una nuova cruenta stagione di sangue a Napoli che nessuno si augura.

Alla squadra mobile di Napoli non hanno dubbi: sarebbero stati i sicari del clan Rinaldi, con il possibile appoggio degli alleati Giuliano di Forcella, a compiere l’agguato contro Gennaro Catapano l’altra mattina in vico Sopramuro nei pressi di Porta Nolana. Doveva essere un segnale forte visto che Catapano è considerato un emergente del gruppo Mazzarella del Mercato, con compiti di reggente per la zona delle Case Nuove. Le condizioni della vittima dell’agguato sono sempre critiche nonostante l’interveto chirurgico a cui è stato sottoposto. La novità investigativa è rappresentata dall’ appoggio logistico che sarebbe stato fornito dal clan Giuliano, alleatosi con i Rinaldi-Reale an- che per fronteggiare meglio i Mazzarella di Forcella. Ma c’è anche una pista che condurrebbe al gruppo di fuoco del borgo Sant’Antonio Abate del clan Giuliano-Sibillo-Amirante. Quelli che allenavano al poligono di tiro a cielo aperto scoperto dai carabinieri nel luglio scorso nel cuore del “Buvero” a luglio scorso. E che sarebbero pronti ad eseguire eventuali sentenze di morte. Uno scenario che parte da vecchi rancori e porta a queste nuove alleanze. Un segnale preoccupante di una miccia già accesa pronta ad arrivare alla bomba da far esplodere: ovvero una nuova cruenta stagione di sangue a Napoli che nessuno si augura.