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Napoli, la Guardia di Finanza scopre i signori del falso: 17 ordinanze, ci sono anche due coniugi cinesi

Anche due coniugi cinesi, detti “Mimmo” e “Milli”, risultano coinvolti nelle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli culminate nell’esecuzione, da parte della Guardia di Finanza partenopea, di 17 provvedimenti cautelari personali per contraffazione e ricettazione. Si tratta di 5 misure restrittive in carcere, 2 ai domiciliari e 10 obblighi di dimora, emesse dal gip di Napoli nei confronti degli appartenenti a due sodalizi criminali ramificati sull’intero territorio nazionale, anche con proiezioni in Cina e in Turchia. La prima organizzazione, secondo gli investigatori, era gestita da due fratelli ed era dedita alla produzione, ricettazione e vendita, in svariate regioni del Paese, di materiale contraffatto, soprattutto cinture, borse, occhiali e capi di abbigliamento. Un particolare ruolo, in tale gruppo, era affidato ai due coniugi cinesi, titolari di regolari attività commerciali, che provvedevano a importare dalla Cina merce neutra, per lo più occhiali, ..

Anche due coniugi cinesi, detti “Mimmo” e “Milli”, risultano coinvolti nelle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli culminate nell’esecuzione, da parte della Guardia di Finanza partenopea, di 17 provvedimenti cautelari personali per contraffazione e ricettazione. Si tratta di 5 misure restrittive in carcere, 2 ai domiciliari e 10 obblighi di dimora, emesse dal gip di Napoli nei confronti degli appartenenti a due sodalizi criminali ramificati sull’intero territorio nazionale, anche con proiezioni in Cina e in Turchia. La prima organizzazione, secondo gli investigatori, era gestita da due fratelli ed era dedita alla produzione, ricettazione e vendita, in svariate regioni del Paese, di materiale contraffatto, soprattutto cinture, borse, occhiali e capi di abbigliamento. Un particolare ruolo, in tale gruppo, era affidato ai due coniugi cinesi, titolari di regolari attività commerciali, che provvedevano a importare dalla Cina merce neutra, per lo più occhiali, dello stesso modello di quella originale, poi da “contraffare” con l’apposizione di marchi e segni distintivi. La seconda organizzazione era impegnata nella produzione, distribuzione e vendita di merce contraffatta acquistata in Turchia o prodotta in opifici clandestini dislocati nella provincia di Napoli, dove si provvedeva all’assemblaggio del prodotto finale applicando etichette contraffatte sui capi di abbigliamento neutri.Risultano inoltre coinvolti, nella fase distributiva, alcuni outlet a Napoli e nelle province di Caserta e Crotone, dove i capi d’abbigliamento erano commercializzati come originali. Sono state segnalate all’autorità giudiziaria 23 persone, 17 delle quali raggiunte dalle misure cautelari eseguite oggi, e sono stati sottoposti a sequestro 7 locali adibiti a opifici clandestini, 27 macchinari ad uso industriale adibiti alla produzione del materiale contraffatto, 400mila capi d’abbigliamento, accessori e articoli di pelletteria con marchi contraffatti, e 74 punzoni contraffatti. Sono infine in contro operazioni di sequestro preventivo di beni mobili, immobili, società, cassette di sicurezza, polizze assicurative e conti correnti per un valore di circa 5 milioni di euro.