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Marano: svolta nelle indagini sull’agguato al 25enne incensurato. Fermato il suocero. E’ un Bacioterracino

C’è una svolta nell’agguato in cui è rimasto vittima il giovane 25 enne incensurato di Marano, Enrico Pezzella, che sta lottando tra la vita e la morte nell’ospedale di Pozzuoli. I carabinieri hanno fermato nella tarda serata di ieri il suocero Raffaele Bacioterraccino, cugino di Mariano ucciso davanti a un bar alla Sanità nel maggio del 2009 e le cui immagini fecero il giro del mondo. I militari hanno ascoltato per tutta la notte il 50 enne e la sua posizione ora al vaglio dei magistrati. Da quanto si è appreso Enrico aveva litigato con la fidanzata e l’altra sera si era presentato sotto casa per fare una scenata. Le urla erano state ascoltate anche dai genitori. Ma non è chiaro se poi ci sia stato un diverbio con i parenti e in modo particolare con il suocero Raffaele Bacioterracino.I carabinieri della Compagnia di Giugliano,guidati dal capitano Antonio De Lise hanno sentito i quattro amici di Enrico, che hanno raccontato di un litigio con due persone avvenuto proprio lì su via Musel..

C’è una svolta nell’agguato in cui è rimasto vittima il giovane 25 enne incensurato di Marano, Enrico Pezzella, che sta lottando tra la vita e la morte nell’ospedale di Pozzuoli. I carabinieri hanno fermato nella tarda serata di ieri il suocero Raffaele Bacioterraccino, cugino di Mariano ucciso davanti a un bar alla Sanità nel maggio del 2009 e le cui immagini fecero il giro del mondo. I militari hanno ascoltato per tutta la notte il 50 enne e la sua posizione ora al vaglio dei magistrati. Da quanto si è appreso Enrico aveva litigato con la fidanzata e l’altra sera si era presentato sotto casa per fare una scenata. Le urla erano state ascoltate anche dai genitori. Ma non è chiaro se poi ci sia stato un diverbio con i parenti e in modo particolare con il suocero Raffaele Bacioterracino.I carabinieri della Compagnia di Giugliano,guidati dal capitano Antonio De Lise hanno sentito i quattro amici di Enrico, che hanno raccontato di un litigio con due persone avvenuto proprio lì su via Musella. Uno dei ragazzi, che si trovava a pochi metri dal luogo dell’aggressione avrebbe spiegato: “All’improvviso ho sentito urlare mentre vedevo alcuni ragazzi scappare. Mi sono avvicinato e ho visto il corpo di un ragazzo a terra. Non mi ricordo se abbiano sparato o meno. So solo che ho avuto paura e che sono fuggito via”. Enrico intanto continua a lottare tra la vita e la morte nel reparto rianimazione dell’ospedale di Pozzuoli: i medici hanno solo potuto ridurre l’ematoma, perché purtroppo la pallottola è rimasta ancora all’interno del cranio e solo nelle prossime ore si potrà decidere come proseguire.