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Il clan Nuvoletta progettava un omicidio in Sicilia: sequestrati panetti di droga col marchio Apple

Napoli. Il clan Nuvoletta progettava un omicidio in Sicilia per un debito di droga. E’ quanto emerso nell’ambito dell’indagine che stamattina ha portato all’arresto di 21 persone. Il pagamento di un ingente quantitativo di droga tardava e, così, il clan stava progettando di uccidere, in Sicilia, uno dei figli dell’uomo che l’aveva ordinato: la circostanza è emersa nel corso delle indagini che hanno portato stamattina al blitz antidroga dei carabinieri nei comuni a Nord di Napoli, concluso con 21 arresti e con il sequestro di beni per 5 milioni di euro. A programmare l’omicidio – secondo quanto accertato dall’attività investigativa – è stato Antonio Nuvoletta, elemento di spicco del clan Nuvoletta di Marano. Alla fine la ritorsione non è stata messa in atto perché il debitore siciliano pagò la somma dovuta. L’ordinanza cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea riguarda 22 persone ma sono stati eseguiti 21 arresti. Uno dei destinatari, infatti, è irreperibile. Hanno impresso il noto marchio della Apple e somigliano agli Ipad, la metà dei 35 panetti di cocaina da un chilogrammo ciascuno, trovati stamattina dai carabinieri durante il blitz antidroga nell’abitazione di Marano di una delle 21 persone arrestate per traffico di stupefacenti. I panetti erano nell’abitazione di Gabriele Andreozzi, 57 anni, preso dai militari del Nucleo Investigativo di Napoli, dopo che, per sfuggire all’arresto, si era lanciato da una finestra al primo piano fratturandosi un piede. L’uomo, quando si è accorto dell’arrivo dei militari, ha preso i borsoni con la cocaina e li ha portati vicino alla finestra per lanciarli. Quando si è accorto che l’abitazione era circondata si è lanciato, nell’estremo ma vano tentativo di sfuggire alle manette. Nel blitz sono stati sequestrati anche due chilogrammi di hashish, che Gaetano Chianese, 25 anni, anche lui tra i 21 arrestati, aveva nascosti in casa. Quando i carabinieri lo hanno bloccato si stava liberando, gettandoli nel gabinetto, di una ventina di grammi di cocaina.

Napoli. Il clan Nuvoletta progettava un omicidio in Sicilia per un debito di droga. E’ quanto emerso nell’ambito dell’indagine che stamattina ha portato all’arresto di 21 persone. Il pagamento di un ingente quantitativo di droga tardava e, così, il clan stava progettando di uccidere, in Sicilia, uno dei figli dell’uomo che l’aveva ordinato: la circostanza è emersa nel corso delle indagini che hanno portato stamattina al blitz antidroga dei carabinieri nei comuni a Nord di Napoli, concluso con 21 arresti e con il sequestro di beni per 5 milioni di euro. A programmare l’omicidio – secondo quanto accertato dall’attività investigativa – è stato Antonio Nuvoletta, elemento di spicco del clan Nuvoletta di Marano. Alla fine la ritorsione non è stata messa in atto perché il debitore siciliano pagò la somma dovuta. L’ordinanza cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea riguarda 22 persone ma sono stati eseguiti 21 arresti. Uno dei destinatari, infatti, è irreperibile. Hanno impresso il noto marchio della Apple e somigliano agli Ipad, la metà dei 35 panetti di cocaina da un chilogrammo ciascuno, trovati stamattina dai carabinieri durante il blitz antidroga nell’abitazione di Marano di una delle 21 persone arrestate per traffico di stupefacenti. I panetti erano nell’abitazione di Gabriele Andreozzi, 57 anni, preso dai militari del Nucleo Investigativo di Napoli, dopo che, per sfuggire all’arresto, si era lanciato da una finestra al primo piano fratturandosi un piede. L’uomo, quando si è accorto dell’arrivo dei militari, ha preso i borsoni con la cocaina e li ha portati vicino alla finestra per lanciarli. Quando si è accorto che l’abitazione era circondata si è lanciato, nell’estremo ma vano tentativo di sfuggire alle manette. Nel blitz sono stati sequestrati anche due chilogrammi di hashish, che Gaetano Chianese, 25 anni, anche lui tra i 21 arrestati, aveva nascosti in casa. Quando i carabinieri lo hanno bloccato si stava liberando, gettandoli nel gabinetto, di una ventina di grammi di cocaina.