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Ercolano, Salvio il cantante prima di morire invocò la mamma: “Aiutami”

La giovane vittima innocente di camorra, Salvatore Barbaro, Salvio il cantante, ucciso la sera del 13 novembre del 2009 ad Ercolano prima di esalare l’ultimo respiro chiamò la madre dicendo: “Aiutami”. E’ l’agghiacciante racconto che viene fatto da una donna e che è contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare che ieri ha colpito mandant e sicari facendo luce dopo sei su quel delitto orrendo. Salvio il cantante fu ucciso pe errore perchè guidava la stessa auto di un affiliato al clan Birra-Iacomino, rivali degli Ascione-Papale di cui Natale Dantese (il mandante) era ritenuto il capo in quel periodo. A parlare dell’omicidio sono stati i pentiti Giuseppe Capasso, Andrea Esposito, Ciro Gaudino e Antonella Madonna, quest’ultima moglie del boss Natale Dantese, l’uomo che diede l’ordine di uccidere. Il vero obiettivo della cosca, come ha raccontato il collaboratore di giustizia Ciro Gaudino, “…avrebbe dovuto essere Ciro Savino, l’uomo che insieme a Marco Cefariello era uno dei principali obiettivi del clan Ascione-Papale, che aveva iniziato in quel periodo una vera e proprio caccia all’uomo per far fuori tutti i nemici del cartello criminale avversa”. Ma a dare indicazioni precise è stato l’ex killer Giuseppe Capasso, che in un interrogatorio dell’aprile del 2015 ha spiegato come durante un periodo di detenzione presso il carcere di Secondigliano fu Vincenzo Spagnuolo, killer degli Ascione- Papale, a confidargli che sarebbe stato lui, insieme ad Antonio Sannino – conosciuto negli ambiento criminali ercolanesi con il soprannome di “cul rutt” – ad uccidere in via Mare un ragazzo che faceva il cantante. Capasso,ha anche raccontato che i due sapevano di aver ucciso un innocente e che a dare l’indicazione sbagliata sarebbe stato Pasquale Spronello cognato del boss Pietro Papale.

La giovane vittima innocente di camorra, Salvatore Barbaro, Salvio il cantante, ucciso la sera del 13 novembre del 2009 ad Ercolano prima di esalare l’ultimo respiro chiamò la madre dicendo: “Aiutami”. E’ l’agghiacciante racconto che viene fatto da una donna e che è contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare che ieri ha colpito mandant e sicari facendo luce dopo sei su quel delitto orrendo. Salvio il cantante fu ucciso pe errore perchè guidava la stessa auto di un affiliato al clan Birra-Iacomino, rivali degli Ascione-Papale di cui Natale Dantese (il mandante) era ritenuto il capo in quel periodo. A parlare dell’omicidio sono stati i pentiti Giuseppe Capasso, Andrea Esposito, Ciro Gaudino e Antonella Madonna, quest’ultima moglie del boss Natale Dantese, l’uomo che diede l’ordine di uccidere. Il vero obiettivo della cosca, come ha raccontato il collaboratore di giustizia Ciro Gaudino, “…avrebbe dovuto essere Ciro Savino, l’uomo che insieme a Marco Cefariello era uno dei principali obiettivi del clan Ascione-Papale, che aveva iniziato in quel periodo una vera e proprio caccia all’uomo per far fuori tutti i nemici del cartello criminale avversa”. Ma a dare indicazioni precise è stato l’ex killer Giuseppe Capasso, che in un interrogatorio dell’aprile del 2015 ha spiegato come durante un periodo di detenzione presso il carcere di Secondigliano fu Vincenzo Spagnuolo, killer degli Ascione- Papale, a confidargli che sarebbe stato lui, insieme ad Antonio Sannino – conosciuto negli ambiento criminali ercolanesi con il soprannome di “cul rutt” – ad uccidere in via Mare un ragazzo che faceva il cantante. Capasso,ha anche raccontato che i due sapevano di aver ucciso un innocente e che a dare l’indicazione sbagliata sarebbe stato Pasquale Spronello cognato del boss Pietro Papale.