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Da Torre del Greco e Milano per rapinare banche: arrestati in 4, c’è anche una donna

I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano con i colleghi del capoluogo partenopeo, hanno eseguito a Napoli e Torre del Greco 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. del Tribunale di Milano. Agli autori delle rapine i militari dell’Arma sono arrivati partendo dalle riprese dei circuiti di video-sorveglianza degli istituti, da alcune impronte, raccolte dalla Sezione Investigazioni Scientifiche su entrambe le scene del crimine, e dalle testimonianze delle vittime; hanno quindi identificato i malviventi “trasfertisti” che, partiti dalla Campania con la vettura di proprieta’, hanno raggiunto il capoluogo lombardo, dove hanno agito sempre a capo scoperto, confidando di non essere riconosciuti per la loro estraneita’ alla criminalita’ locale. Non si sono mai preoccupati di nascondere un fortissimo accento campano e, in un’occasione, sono persino giunti a salutare le vittime, prima di andarsene, mentre venivano ripresi dalle telecamere della video-sorveglianza. I Carabinieri hanno ricostruito la dinamica dei “colpi” e il ruolo avuto dai singoli criminali: mentre il “palo” rimaneva a vista sull’esterno, gli altri tre banditi entravano negli istituti pochi minuti prima della chiusura, intimidivano i dipendenti simulando di disporre di armi da fuoco, per poi rinchiuderli in bagno. Subito dopo svuotavano le casseforti, gli sportelli bancomat e si dileguavano a piedi, confondendosi tra i passanti del centro citta’. Le indagini hanno documentato la presenza nel gruppo di una donna, nata nel 1982, che ha sempre avuto un ruolo di primo piano, imponendosi per la forte personalita’ sui 3 complici, di eta’ compresa tra i 51 e i 36 anni d’eta’, il primo dei quali ha ammesso di essere divenuto rapinatore perche’ lo stipendio di casellante autostradale non gli sarebbe piu’ bastato.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano con i colleghi del capoluogo partenopeo, hanno eseguito a Napoli e Torre del Greco 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. del Tribunale di Milano. Agli autori delle rapine i militari dell’Arma sono arrivati partendo dalle riprese dei circuiti di video-sorveglianza degli istituti, da alcune impronte, raccolte dalla Sezione Investigazioni Scientifiche su entrambe le scene del crimine, e dalle testimonianze delle vittime; hanno quindi identificato i malviventi “trasfertisti” che, partiti dalla Campania con la vettura di proprieta’, hanno raggiunto il capoluogo lombardo, dove hanno agito sempre a capo scoperto, confidando di non essere riconosciuti per la loro estraneita’ alla criminalita’ locale. Non si sono mai preoccupati di nascondere un fortissimo accento campano e, in un’occasione, sono persino giunti a salutare le vittime, prima di andarsene, mentre venivano ripresi dalle telecamere della video-sorveglianza. I Carabinieri hanno ricostruito la dinamica dei “colpi” e il ruolo avuto dai singoli criminali: mentre il “palo” rimaneva a vista sull’esterno, gli altri tre banditi entravano negli istituti pochi minuti prima della chiusura, intimidivano i dipendenti simulando di disporre di armi da fuoco, per poi rinchiuderli in bagno. Subito dopo svuotavano le casseforti, gli sportelli bancomat e si dileguavano a piedi, confondendosi tra i passanti del centro citta’. Le indagini hanno documentato la presenza nel gruppo di una donna, nata nel 1982, che ha sempre avuto un ruolo di primo piano, imponendosi per la forte personalita’ sui 3 complici, di eta’ compresa tra i 51 e i 36 anni d’eta’, il primo dei quali ha ammesso di essere divenuto rapinatore perche’ lo stipendio di casellante autostradale non gli sarebbe piu’ bastato.